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agosto

Netflix

Dal VHS allo streaming, la storia di un brand capace di innovarsi e innovare


A volte anche una semplice dimenticanza può dare vita a un’idea di successo. È quello che è capitato a Reed Hastings, ingegnere informatico e al tempo CEO della società Pure Software, che nel 1997 fu costretto a pagare 40 dollari di penale per aver restituito in ritardo una videocassetta presa a noleggio.

Da quell’episodio Hastings decide di vendere Pure Software e di lanciarsi in una nuova avventura. Lo stesso anno, assieme al collega Marc Randolph, fonda Netflix.

All’inizio il business di Netflix comprendeva un servizio per il noleggio di DVD, VHS e videogiochi tramite posta. L’idea era semplice: bastava collegarsi al sito web, scegliere il film tra quelli disponibili e attendere l'arrivo del prodotto direttamente a casa propria. Tutto questo per 6 dollari, spedizione compresa.

Questa idea però stenta a decollare, così Hastings decise di passare a una formula ad abbonamento mensile senza limiti, con spedizione sempre tramite posta: l’utente sceglieva 3 titoli e li riceveva a casa sua, poi poteva restituirli e riceverne altri anche più volte nello stesso mese.

Da lì la svolta. Il business inizia a crescere, tanto che qualche anno dopo, nel 2000, Netflix si offre per 50 milioni di dollari a Blockbuster, che però rifiuta l’offerta.

All’epoca, infatti, Blockbuster era leader nel mercato del noleggio DVD e non temeva affatto la concorrenza di Netflix, anzi, non capiva perché mai qualcuno avrebbe dovuto aspettare giorni per avere il proprio DVD per posta quando poteva recarsi in un qualunque punto vendita Blockbuster.

Solo dieci anni dopo Blockbuster dichiarerà bancarotta, mentre Netflix continuerà la sua scalata nel mondo dell’home entertainment.

Conoscere il proprio pubblico per farlo innamorare

Un processo che non è stato casuale ma che deriva da un attento studio del mercato e dei competitor. Reso possibile dalla capacità di mettere assieme competenze tecniche e di marketing per rispondere alle esigenze dei clienti, definendo il proprio posizionamento nei confronti della concorrenza.

“Ci trovavamo in una situazione in cui il nostro unico maggior competitor, che avremmo dovuto distruggere, non incontrava i favori di nessuna delle parti con cui noi avremmo dovuto lavorare – i clienti e Hollywood” ha dichiarato Randolph in un’intervista.

Netflix aveva bisogno di colmare quel vuoto di fiducia, doveva fare in modo che gli utenti sviluppassero un forte amore per il brand e che si trasformassero in user altamente fidelizzati della piattaforma. Come fare? L’idea di Randolph, esperto di marketing, era quella di avvicinarsi sempre di più ai propri clienti, analizzando le loro esigenze e i loro gusti in modo da soddisfare e anticipare le loro richieste.

Hastings, che inizialmente non aveva colto l'importanza di questo aspetto, accoglie l’idea del socio e la mette in pratica implementando l’algoritmo della piattaforma web in modo tale da personalizzare l’esperienza utente, raccomandando nuovi film in base alle preferenze raccolte. Tutto questo affiancato da un servizio clienti impeccabile.

“Ci rendemmo conto che l'e-commerce consente di avere questo rapporto molto diretto, molto intimo con il cliente, non solo per conoscerlo ma anche per dimostrargli che lo conosci bene” afferma Randolph.

Ancora meno limiti col passaggio dalla posta allo streaming online

Visto il successo della piattaforma, con un milione di DVD spediti al giorno nel 2005, a febbraio 2007 Netflix decide di affiancare al noleggio di film una piattaforma per lo streaming video, sempre con abbonamento mensile senza limiti.

Ed è una rivoluzione.

Nel 2009 ha un catalogo di ormai 100.000 titoli con oltre 10 milioni di abbonati.

Netflix originals: una scommessa vincente

Con oltre venticinque milioni di utenti negli USA, dal 2011 Netflix decide di investire anche nella produzione originale di serie tv e film. La prima serie tv prodotta è la celebre House of Cards, basata sull'omonima trilogia dello scrittore inglese Michael Dobbs, che racconta il dietro le quinte della politica statunitense.

Tutti gli episodi della prima serie sono rilasciati nel febbraio del 2013 sulla piattaforma online di Netflix: la serie ha talmente successo che viene venduta in tutto il mondo e vince diversi Golden Globe, spronando Netflix a produrre nuove serie tv a marchio Netflix Originals.

“Iniziammo cercando di imparare come usare i gusti personali per costruire un modello di business” ha affermato Randolph parlando degli esordi. “Una volta che hai un sistema che ti permette veramente di capire ciò che veramente piace alle persone, loro sono felici, ma la cosa straordinaria è che tu puoi importi su Hollywood”.

Netflix oggi: Un successo mondiale

Nel luglio 2011 Netflix arriva in America Latina, ma si scontra con i limiti delle infrastrutture della rete Internet in quei paesi, aspetto tecnico che ne rallenta l’espansione.

Nel 2012 Netflix sbarca in Europa, inizialmente in Gran Bretagna per poi essere presente in quasi tutti i paesi dell'Unione Europea. In Italia arriva nel 2015.

Oggi Netflix è leader indiscusso nel settore dell’entertainment online con oltre 150 milioni di abbonati e una presenza in oltre 190 Paesi nel mondo.

La capacità di saper cambiare e di unire competenze diverse

Netflix ha saputo evolvere la propria offerta e rinnovarsi continuamente.

Nel tempo ha cambiato il mondo dell’intrattenimento arrivando al punto di far competere i propri prodotti per i premi più prestigiosi nel mondo del cinema, come quelli del Festival di Cannes e gli Academy Awards, motivo per il quale non sono mancate le critiche.

Memorabile, inoltre, l’Emmy Engineering Award vinto da Netflix nel 2012: si tratta di un premio assegnato a quegli individui e società che hanno profondamente cambiato il modo in cui guardiamo la televisione.

Il successo di Netflix quindi nasce soprattutto dalla sua capacità di saper cambiare e trasformarsi: “Uno dei motti della compagnia è sempre stato «stay flexible», ha spiegato Hastings in un’intervista, “Abbiamo chiamato la compagnia Netflix e non «DVD per posta» proprio perché sapevamo che alla fine avremmo distribuito i film direttamente via internet in un modo innovativo.”

Una flessibilità che deriva non solo dalla capacità di intuire i cambiamenti del mercato ma anche dalla creazione di una cultura aziendale basata sulla condivisione di conoscenze e sulla libertà di esprimersi e portare nuove idee. “Nella mia precedente esperienza come CEO della società Pure Software, avevo fatto molti errori. C’erano troppe regole e processi rigidi. Serve flessibilità per evolvere, per passare dal noleggio di DVD allo streaming, dall’essere nazionali a internazionali, dal comprare contenuti da altri al produrli in autonomia. Per riuscirci occorre costruire una cultura fondata sulla libertà dei propri collaboratori.

Infine, dalla storia di Netflix emerge l’importanza di unire competenze tecniche e di marketing per raggiungere il successo nel web.

Senza le conoscenze di Randolph in ambito marketing e la sua attenzione verso i bisogni del cliente, Netflix non avrebbe esplorato nuove modalità per conoscere i gusti degli utenti, rispondere alle loro esigenze e fidelizzarli, con l’obiettivo di creare uno stretto legame con la piattaforma e di sviluppare il valore del brand.

Allo stesso modo, le continue implementazioni tecniche di Hastings sull'algoritmo di abbinamento di Netflix hanno permesso di creare una piattaforma intelligente, in grado di raggruppare gli abbonati di tutto il mondo in “gruppi di interesse” e di trovare collegamenti tra persone e film così precisi da lasciare a bocca aperta, creando un viaggio di scoperta che gli abbonati trovano unico.