Un sito web dovrebbe poter raggiungere qualunque utente e permettere ad ognuno di questi di fruire senza discriminazioni dei diversi contenuti che un’azienda o ente pubblico comunica online; l’European Accessibility Act (EAA), la direttiva approvata dall’U.E. nell’aprile 2019 per richiedere l’accessibilità di prodotti e servizi digitali, punta esattamente a questo. 

In Italia la legge di riferimento per l’Accessibilità digitale è la Legge n. 4 del 9 gennaio 2004 (Legge Stanca) che, così come modificata dal DL 76/2020, obbliga le grandi realtà aziendali del settore privato a garantire a persone con disabilità l’accessibilità dei propri servizi, erogati tramite siti web o applicazioni.

Siamo di fronte ad una vera rivoluzione nel mondo del web, un primo importante passo verso l'adozione di criteri inclusivi che parte dalla pubblicazione dell'European Accessibility Act, che il governo Italiano ha recepito durante lo scorso anno 2022, e passa attraverso il recente aggiornamento della Legge Stanca rivolto ai privati che avrà come effetto una più intensa applicazione nei prossimi due anni.

In questo articolo approfondiremo la normativa italiana ed europea, le linee guida internazionali per lo sviluppo di prodotti digitali inclusivi e trarremo le conclusioni di quanto l’accessibilità digitale sia una necessità oltre che un vantaggio reale e concreto per tutti. 


L'accessibilità dei siti web in Italia: cosa prevede la Legge Stanca

La Legge n. 4 del 9 gennaio 2004, conosciuta come Legge Stanca, è stata in Italia un importante segnale verso la fondamentale necessità, sempre attuale, di eliminare le barriere architettoniche, comunicative e informative per garantire l'accesso equo e completo ai servizi digitali a tutte le persone, inclusi coloro con disabilità.

L'obiettivo della Legge Stanca è stato quello di promuovere l'accessibilità nei siti web pubblici, nei servizi online offerti dalle pubbliche amministrazioni e nei prodotti elettronici per garantire che siano accessibili a tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità o disabilità.
Questa verte infatti ad eliminare la disparità nell’accesso e nell’uso delle tecnologie informatiche e di Internet tra diversi gruppi di persone. 

Nell’ambito della Legge Stanca, il “digital divide” viene affrontato soprattutto sotto l’aspetto dell’accessibilità per le persone con disabilità. La legge riconosce che la mancanza di accessibilità nei servizi digitali può creare o aggravare le divisioni esistenti nella società, limitando le opportunità per le persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita sociale, economica e culturale.

Per questo motivo, la Legge Stanca si è concentrata sull’eliminazione delle barriere digitali per le persone con disabilità, stabilendo standard e linee guida per rendere i siti web e i servizi informatici, accessibili. L’obiettivo è stato ridurre il “digital divide” garantendo che tutti, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o sensoriali, abbiano le stesse opportunità di accedere alle informazioni e ai servizi online. In questo modo, la legge contribuisce a promuovere un’equità digitale e un’inclusione più ampia nella società.
D’altronde questo è uno dei principi della nostra Costituzione che all'articolo 3 recita che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”.


L'evoluzione della normativa per l'accessibilità dei siti web: nasce l’European Accessibility Act

Negli anni la Legge Stanca è stata modificata più volte. L’ultima nel maggio 2022 con Il Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82 (“Decreto 82/2022”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 1° luglio 2022 ed entrato in vigore il 16 luglio 2022 che ha recepito la Direttiva (UE) 2019/882, nota come European Accessibility Act (EAA).

Anche le imprese private che nei tre anni precedenti avevano fatturato più di 500 milioni sono state sottoposte all’obbligo di soddisfare alcuni requisiti per l’accessibilità. Le piccole e medie imprese dovranno adeguarsi alle stesse direttive entro il 28 giugno 2025.

L'European Accessibility Act (EAA) è infatti una legislazione dell'Unione Europea (UE) adottata nel 2019 con l'obiettivo di migliorare l'accessibilità dei prodotti e dei servizi per le persone con disabilità.

Mira a migliorare l'accessibilità dei prodotti e dei servizi per le persone con disabilità, questo include anche l'accessibilità digitale, che riguarda la facilità con cui le persone con disabilità possono utilizzare interfacce digitali come sistemi operativi, software, siti, app.

La normativa sottolinea l'importanza di rendere i siti web e le applicazioni digitali accessibili a tutti, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o cognitive.

Questa legge si basa sui principi di accessibilità definiti nelle linee guida WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) 2.1, che sono uno standard internazionale per rendere i contenuti web più accessibili.


Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines): tutte le linee guida per l'accessibilità dei siti web

Nello specifico le WCAG 2.1, a cui l’EAA fa riferimento, forniscono una serie di linee guida e criteri di conformità che aiutano a creare siti web accessibili. Questi criteri riguardano aspetti come la percezione, l'operabilità e la comprensibilità dei contenuti web per una vasta gamma di utenti, inclusi coloro che utilizzano tecnologie assistive come screen reader, tastiere alternative o software di ingrandimento dello schermo.

Le WCAG sono state create dal World Wide Web Consortium, noto come W3C. Di solito, gli standard W3C hanno 3 livelli di conformità, dalla A alla AAA. 

Vediamo i criteri fondamentali delle WCAG:

    • Compatibili con screen-reader: tutti i contenuti del sito devono essere in grado di essere letti con precisione e chiarezza da screen-reader e software di assistenza installati sul sistema operativo e utilizzati da non vedenti per accedere ai contenuti digitali di navigazione. 
    • Compatibile con navigazione da tastiera: il sito deve essere completamente navigabile e operabile utilizzando solo la tastiera, senza bisogno di un mouse. Questa funzione è utilizzata da persone con disabilità motorie. 
    • Compatibile con l’interfaccia utente e il design: bisogna implementare un sufficiente rapporto di contrasto del colore tra elementi di primo piano e sfondo, impostare le dimensioni corrette e leggibili dei caratteri, avere sufficiente spaziatura del testo, enfasi del testo, e altre regolazioni relative al design e all’interfaccia utente.
    • Sicuro da possibili induzioni di episodi di epilessia: le animazioni devono poter essere fermate in modo da permettere a persone epilettiche di navigare in modo sicuro senza rischiare una crisi. 
    • Comprensibile da persone con disabilità cognitive: il contenuto deve essere scritto in parole molto semplici e comprensibili o in alternativa si deve includere un glossario o un dizionario per aiutare i lettori con disabilità cognitive e di apprendimento a capire correttamente il contenuto.

    Queste linee guida sono strutturate in base a quattro principi fondamentali dell'accessibilità web: percezione, operabilità, comprensibilità e robustezza. Ogni principio è accompagnato da una serie di criteri di successo che specificano le azioni che devono essere intraprese per soddisfare quel principio.


    Accessibilità e usabilità dei siti web: consigli per lo sviluppo 

    Un sito web accessibile va progettato e sviluppato quindi fin dal principio in modo da essere fruibile da un'ampia gamma di persone, inclusi coloro che hanno disabilità fisiche, sensoriali o cognitive.

    Ecco alcuni consigli per avere un sito web accessibile:

    • Il sito web dovrebbe avere una struttura chiara e logica, con un'organizzazione coerente dei contenuti, utilizzare gli elementi HTML appropriati (come intestazioni, liste, paragrafi) per garantire una struttura semantica.
    • È necessario fornire testo alternativo descrittivo per tutte le immagini utilizzate nel sito, in modo che le persone non vedenti o con deficit visivi possano comprendere il contenuto delle immagini attraverso lettori di schermo.
    • Bisogna assicurarsi che vi sia un adeguato contrasto tra il testo e lo sfondo per garantire una leggibilità ottimale, specialmente per coloro con deficit visivi o anziani.
    • Creare un menu di navigazione ben strutturato e coerente per consentire agli utenti di trovare facilmente ciò che cercano.
    • Fornire anche collegamenti interni e breadcrumb per orientare gli utenti all'interno del sito.
    • Assicurarsi che tutte le funzionalità del sito possano essere utilizzate tramite la tastiera, senza la necessità di un mouse.
    • Fornire sottotitoli e trascrizioni per i contenuti audio e video per consentire l'accesso alle persone sorde o con deficit uditivi.
    • I moduli e le caselle di inserimento dovranno fornire indicazioni chiare e comprensibili su cosa inserire.
    • Il sito web dovrà essere reattivo e adattarsi a una varietà di dispositivi e dimensioni dello schermo, inclusi smartphone, tablet e computer desktop.

    Naturalmente bisognerà effettuare regolarmente test di accessibilità utilizzando strumenti automatici e verifiche manuali per identificare e correggere eventuali problemi di accessibilità. Integrando questi principi e pratiche nel processo di progettazione e sviluppo, è possibile creare siti web che siano accessibili a tutti gli utenti, migliorando l'esperienza online per tutti.


    Cosa prevede la dichiarazione di accessibilità dei siti web

    Attualmente ogni anno le pubbliche amministrazioni e le aziende private che rientrano nell'articolo 3.1bis della c.d. Legge Stanca devono depositare la propria dichiarazione di accessibilità all’AgID (Agenzia per L’Italia Digitale) seguendo l’apposito modello. Il termine per presentare la dichiarazione di accessibilità AgID è il 23 settembre di ogni anno. Una delle componenti dell’autodichiarazione riguarda lo stato di conformità del sito o dell’applicazione alle WCAG (Web Content Accessibility Guidelines).

    La dichiarazione, così come impostata sul sito dell’AgID, prevede due parti:

    Prima parte:

    • Stato di conformità del sito o dell’applicazione alle WCAG
    • Dichiarazione di contenuti, sezioni e funzioni non accessibili, in caso di non conformità parziale o totale
    • Indicazione del meccanismo di feedback e recapiti dell'amministrazione cui indicare le osservazioni
    • Procedura di attuazione dei diritti digitali dei cittadini (Difensore Civico Digitale)

    Seconda parte:

    • Informazioni sull’applicazione o sul sito: vanno indicati i contenuti, le funzionalità e via dicendo
    • Informazioni sull’amministrazione titolare della piattaforma digitale

    La pubblicazione di questa certificazione di accessibilità dei siti web o App avviene attraverso l’esposizione di un link che rimanda alla dichiarazione, compilata in base al modello allegato 1 alle specifiche Linee Guida AgID, collocandolo:

    • nel footer dei siti web, indicando la label “Dichiarazione di accessibilità” o “Accessibilità” e rinviando o a una pagina contenente la dichiarazione di accessibilità del sito web o a una pagina contenente ulteriori informazioni, tra cui il collegamento alla Dichiarazione di accessibilità;
    • nella sezione dedicata alle informazioni generali riportate nello store, per le applicazioni mobili e nel relativo sito web del soggetto erogatore.


    Perché l'obbligo sull'accessibilità dei siti web dal 2025 è una grande occasione per le aziende

    Lo sviluppo di siti web accessibili è necessario e inevitabile, vuol dire poter includere alla fruizione dei servizi digitali una fascia di popolazione che si aggira intorno al 15-20% della popolazione mondiale, 85 milioni di persone in Europa
    Si tratta inoltre di una grande opportunità per le imprese che già oggi si cimentano con i temi dell'ambiente, della sostenibilità e della governance - ESG (Environmental, Social and Governance)

    Se questo non fosse sufficiente a pensare al proprio business online in maniera più inclusiva possibile, il 2025 sarà l'anno in cui l'atto Europeo (EAA) prenderà la sua forma applicativa e i servizi digitali di pubblico riferimento come gli e-commerce, gli e-book, i portali di prenotazione, l'home banking etc. dovranno obbligatoriamente presentarsi in modo accessibile al pubblico.  


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